G. Genta, La culla troppo stretta – Le frontiere naturali dello spazio

Paravia, Torino, 2000

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INDICE

 

L’ERA SPAZIALE

L’inizio di una nuova era

L’imperativo spaziale

L’opzione spaziale

Scienza nello spazio

Presenza umana nello spazio

Promesse non mantenute

Burocrazia spaziale

Volontà politica

Insufficienza tecnologica

 

UNA PROSPETTIVA COSMICA

La vita sulla Terra

La vita nell’Universo

L’intelligenza extraterrestre

Messaggi nella bottiglia

E.T. o Alien?

 

LA FRONTIERA DELLA GRAVITA'

Uscire dal pozzo gravitazionale 

Accesso allo spazio

Sistemi non convenzionali di lancio 

L’assenza di gravità 

 

AMBIENTI OSTILI 

L’ambiente spaziale 

La Luna e i pianeti del sistema solare 

Presenza virtuale 

Ambienti artificiali

 

SFRUTTAMENTO ECONOMICO DELLO SPAZIO

Situazione attuale

Habitat spaziali 

Centrali elettriche orbitali 

La luna come fonte di materie prime

 

ESPANSIONE NEL SISTEMA SOLARE  

Marte 

I pianeti interni: Mercurio e Venere

Basi minerarie: gli asteroidi 

Le risorse energetiche dei pianeti

La frontiera del sistema solare 

 

LA FRONTIERA INTERSTELLARE 

Sfida all’impossibile

Missioni preliminari 

Sonde interstellari 

Sonde di Von Neumann 

Panspermia

Viaggi interstellari non relativistici 

Viaggi interstellari relativistici 

Espansione galattica

Viaggiatori virtuali

 

EPILOGO: VERSO UNA CIVILTA’ GALATTICA

Oltre il limite di velocità

Idee innovative 

Un villaggio globale su scala galattica?

Milioni di specie umane

Conclusione

 

BIBLIOGRAFIA

Professore al Politecnico di Torino e autore di 150 pubblicazioni scientifiche, come Sagan, Tipler e molti altri ricercatori, Giancarlo Genta ritiene che la Terra sia per l'uomo una «culla troppo stretta» e che il nostro destino sia nella colonizzazione dello spazio. In questo libro, densissimo di informazioni a dispetto delle sue dimensioni limitate, il lettore troverà le nozioni base dell'astronautica e una stimolante panoramica sulle imprese spaziali già compiute e sui progetti di esplorazione del cosmo, anche i più avveniristici

(Piero Bianucci, La Stampa)

“La Terra è la culla dell'umanità, ma non si può vivere nella culla per sempre”, scriveva all'inizio del Novecento Konstantin Tsiolkovsky, tra i principali artefici del Cosmismo russo, quel vasto movimento scientifico e culturale the ha spinto i sovietici a tentare i lanci spaziali non appena la tecnica lo avesse consentito. Ed è per ragioni anche filosofiche, di “inevitabile” destino (oltreché per curiosità scientifica e di opportunità “politica”) che l'uomo ha cominciato a spingersi al di fuori dell’atmosfera terrestre.Dalla prima orbita di Gagarin alla conquista della Luna, dalle prime sonde lanciate verso Marte e Giove al programma internazionale di ricerca di altre forme di vita intelligenti (il Seti) al sistema di controllo del detriti spaziali e degli asteroidi che attraversano il sistema solare, queste pagine affrontano a 360 gradi la storia delle esplorazioni spaziali e i problemi tecnici ad esse legati. Il tutto tramite una scrittura agile e accattivante (cosa tutt'altro che scontata quando a scrivere è un docente del Politecnico di Torino) e condito da un pizzico di sano understatement subalpino: andare nello spazio è una grande avventura, ma occorre farlo coi... piedi per terra

(Andrea Vico, Il Nostro Tempo)

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