G. Genta, Incontri lontani,
Lindau, Torino, 2003
|
Indice
Capitolo 1: La prospettiva storica e filosofica
Capitolo 2: La prospettiva religiosa
Capitolo 3: La prospettiva bioastronomica: la materia inanimata
Capitolo 4: La prospettiva bioastronomica: la vita sulla Terra
Capitolo 5: La prospettiva bioastronomica: la vita extraterrestre
Capitolo 6 La vita intelligente
Capitolo 7 La ricerca delle intelligenze extraterresti
Intermezzo
Capitolo 8: La possibilità di un contatto
|
“Incontri lontani” è il suggestivo titolo che Giancarlo Genta ha dato al suo ultimo libro, pubblicato dall’editore Lindau. Questo volume è al momento la sintesi più completa e aggiornata di quel nuovo settore della ricerca che si chiama bioastronomia: in 390 pagine analizza con rigore scientifico la complessa questione se esista vita intelligente nell’universo, quali aspetti possa assumere e come sia possibile per noi eventualmente entrare in contatto con civiltà aliene. Professore ordinario al Politecnico di Torino, autore di oltre 200 lavori scientifici, attivo nel campo della robotica e della meccatronica, presidente del Centro Italiano Studi SETI e membro dell’Accademia Internazionale di Astronautica, Giancarlo Genta conosce ovviamente molto bene i rischi del tema che affronta. La confusione con Ufo e omini verdi è sempre in agguato quando si parla di vita aliena. Qui però siamo ben vaccinati, tant’è vero che nel libro troviamo anche un “intermezzo” dal titolo “La ricerca della stupidità terrestre”. Dopo aver esaminato le implicazioni storiche, filosofiche e religiose di una eventuale vita intelligente aliena, Genta si mantiene saldamente ancorato alla Terra per esaminare, in via preliminare, l’enorme varietà di forme viventi che si sono sviluppate nell’ecosistema del nostro pianeta. C’è una tale diversità, tra un microrganismo, un albero, un fungo, un pesce, un uccello e un mammifero, che pure si sono evoluti in condizioni ambientali tutto sommato molto simili e ristrettissime, che la fiducia nell’esistenza di altre forme viventi nell’immensità dell’universo non può che rafforzarsi. La scoperta di pianeti extrasolari, e la prova che non si tratta di eccezioni ma della regola, negli ultimi anni ha confermato questa fiducia. Di qui Giancarlo Genta passa poi alle ipotesi sulla vita extraterrestre e ai tentativi di stabilire un contatto, cioè ai programmi di ricerca SETI dei quali proprio cinquanta anni fa Frank Drake fu pioniere con il Progetto OZMA. Ma prima ancora, ricordiamolo, il nostro Giuseppe Cocconi, fisico delle particelle al Cern scomparso di recente, e il suo collega Philip Morrison, con una lettera su “Nature” avevano suggerito le lunghezze d’onda sulle quali si poteva sperare di captare un segnale intelligente proveniente dallo spazio. Visionaria ed entusiasmante è la conclusione che si legge nelle ultime righe dell’Epilogo che sigilla il libro: “In mancanza di un termine che sintetizzi l’essenza di un essere vivente autocosciente e intelligente, l’uomo dovrà estendere il significato di umano sino a includere tutte le specie intelligenti. La scoperta di intelligenze extraterrestri non sarà quindi un incontro tra uomini e alieni, ma tra uomini della Terra e uomini provenienti dalle profondità dello spazio”. .
|